Tra miti, misteri e memoria: la Calabria invisibile raccontata da Sabrina Marotta per Teomedia editore

di Maria Teresa Cortese
C’è una Calabria che sfugge agli itinerari turistici e alle pagine dei libri di storia ufficiali. Una terra fatta di sussurri, antiche credenze, racconti tramandati accanto al fuoco e memorie custodite dagli anziani. È proprio in questo universo sospeso tra realtà e leggenda che si addentra Echi di antichi racconti. Miti, riti e memorie di una Calabria invisibile, opera prima di Sabrina Marotta, pubblicata da Teomedia. Più che una semplice raccolta narrativa, Sabrina Marotta, docente di arte e immagine, con questo volume ci regala un viaggio nell’anima più autentica della Calabria. Trentaquattro racconti, organizzati in quattro sezioni tematiche, riportano alla luce leggende, credenze popolari e vicende tramandate oralmente per generazioni, restituendo dignità a un patrimonio culturale spesso relegato ai margini della memoria. La scrittura dell’autrice celichese, si muove con sensibilità tra storia e immaginario collettivo, dando forma a un universo in cui il confine tra realtà e leggenda si fa sottile. Emergono così figure dimenticate, luoghi intrisi di mistero e racconti che affondano le radici in un passato remoto, ma che continuano a parlare al presente. Un valore aggiunto è la presenza di un elemento artistico originale e personale: ogni capitolo, infatti, è accompagnato da un acquerello realizzato dalla stessa autrice. Non semplici illustrazioni, ma una sorta di “ecfrasi inversa”, in cui l’immagine anticipa e richiama l’essenza del racconto, offrendo al lettore una chiave emotiva d’accesso alla narrazione e creando un dialogo costante tra parola e arte figurativa. Tra le pagine del libro si incontrano antichi guardiani condannati a vegliare per l’eternità, misteriose presenze che sembrano emergere dalle viscere dei paesi, storie legate a chiese e sotterranei, vicoli che custodiscono segreti dimenticati e personaggi vittime di ingiustizie così profonde da continuare a riecheggiare nel tempo. Alcuni racconti colpiscono per la loro forza evocativa: c’è la vicenda di un enigmatico custode il cui nome continua a essere pronunciato con timore dagli abitanti del paese; c’è la tragica leggenda di una donna sconosciuta legata ai sotterranei di una chiesa; e ancora la storia di un uomo innocente, vittima di una crudele condanna, la cui memoria sembra rifiutare l’oblio. Racconti diversi tra loro, accomunati da un tema profondo: la necessità di ricordare. Con questo esordio, Sabrina Marotta non si limita a raccontare delle storie, ma compie un gesto di salvaguardia culturale. Un intenso lavoro di ricerca, una vera e propria indagine antropologica porta l’autrice a recuperare frammenti di memoria popolare e li consegna alle nuove generazioni, dimostrando come il patrimonio immateriale di una terra possa diventare materia viva di narrazione. Perché, in fondo, alcune voci non smettono mai davvero di parlare. Continuano a riecheggiare nel tempo, in attesa di qualcuno che le riporti alla luce e di qualcun altro disposto ad ascoltarle.

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