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PER UNA SANITA’ DIGNITOSA

IL COMITATO “DONNE E DIRITTI” MANIFESTA  CON GLI STRISCIONI AL BALCONE DELLE CASA

Il Comitato “Donne e diritti”, ha indetto, per domani domenica, a San Giovanni in Fiore una singolare manifestazione  per sollecitare una sanità dignitosa in Calabria e soprattutto nel grosso centro silano, tenuto ai margini di una politica sanitaria che non tiene conto di un comune di alta montagna posto a 1200 di altitudine, distante dai centri più vicini oltre 60 km., del numero di abitanti e con un nosocomio continuamente penalizzato con la chiusura dei vari reparti ospedalieri, la continua espoliazione di figure professionali (medici, infermieri e tecnici di laboratorio). “Ancora una volta le drammatiche vicende legate agli sviluppi della pandemia hanno fatto emergere l’inadeguatezza e le deficienze del sistema sanitario nel nostro paese.  - sostiene Stefania Fratto, presidente del Comitato – Sono davvero inconcepibili ed intollerabili l’approssimazione, i ritardi, i rimpalli di responsabilità che continuano a rendere inevase le scelte per il rilancio funzionale del nostro Ospedale e dei servizi essenziali di medicina territoriali. Sembra che le discussioni siano inversamente proporzionali all’inerzia delle Istituzioni tutte interessate a dipingere il colore della realtà nel mentre si è perso ogni controllo sugli sviluppi della pandemia e aumentano i contagiati e purtroppo anche i morti”.

L’Associazione “Donne e diritti” ha indetto, infatti, per domani domenica 18 aprile – ore 17,00 una manifestazione di protesta, invitando tutte le famiglie sangiovannesi ad esporre dal proprio balcone uno striscione di protesta.

“Facciamo sentire le nostre voci, sia pur in una modalità insolita, dovuta alla attenzione che dobbiamo continuare a rivolgere alla prevenzione. – dice un comunicato dall’associazione – Chi intende partecipare alla protesta deve fare una fotografia al proprio striscione ed inviarla a “Donne e diritti” “perché è nostra intenzione inviarle alle autorità preposte. C’è bisogno di far sentire la nostra voce e vedere la nostra indignazione. Vogliamo i vaccini per tutti, vogliamo i servizi sanitari ordinari possibili solo attraverso il potenziamento degli organici strutturali sia ospedalieri che nella medicina del territorio.  Il nostro impegno ha finora portato a risultati che hanno alleviato alcune necessità legate alla prevenzione, cosi come ad evitare la chiusura del consultorio familiare.  Non ci fermiamo, continuiamo la lotta, che proseguirà anche con la mobilitazione in piazza se sarà necessario”.