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LA SINISTRA SI SVEGLIA

MARIO OLIVERIO PRESENTE ALL’INCONTRO HA TENUTO A PRECISARE CHE NON HA ALCUNA INTENZIONE DI CANDIDARSI A SINDACO, MA HA TUTTA L’INTENZIONE DI DARE IL SUO CONTRIBUTO “PER SCACCIARE I MERCANTI DAL TEMPIO”

Grandi manovre politiche a San Giovanni in Fiore dove i cittadini fra un anno saranno chiamati a rinnovare l’amministrazione comunale. Il 18 gennaio scorso si è svolta un’assemblea popolare, molto partecipata, organizzata dall’ex sindaco Giuseppe Belcastro e alla quale è stato invitato anche l’ex presidente della giunta regionale, Mario Oliverio, che di San Giovanni in Fiore è originario. L’ex Governatore ha tenuto subito a chiarire che non ha la minima intenzione di candidarsi sindaco, invece ha tutta l’intenzione di dare il suo contributo a costituire un vasto fronte popolare volto a «scacciare i mercanti dal tempio, perché di questo si tratta – ha detto – dove si è visto che il consorte del sindaco ha una stanza in Municipio dove riceve imprese e cittadini? A che titolo? Perché anche per l’ordinaria amministrazione ci si rivolge sempre a ditte che non sono locali, impoverendo così un già fragile tessuto economico? Che senso hanno le luminarie pagate a peso d’oro e tenute accese tutto l’anno? A questo stato di cose penso si debba assolutamente reagire, ognuno dalla sua postazione. Io sono qua da semplice cittadino, senza nessuna velleità di candidature». Come detto a San Giovanni in Fiore si voterà fra un anno, un tempo lungo per la politica. Molte cose potrebbero cambiare prima di individuare lo sfidante di Rosaria Succurro, fedelissima degli Occhiuto, presidente della Provincia di Cosenza e dell’Anci regionale. Il giudizio sul suo operato, durante la convention, è stato giudicato negativo. Nei diversi interventi è stato evidenziato che, in settori sempre più larghi della popolazione, si vive una diffusa e strisciante preoccupazione per quanto sta accadendo, a cui è necessario  dare voce attraverso un movimento plurale ed unitario nell’interesse della città e del suo futuro. San Giovanni in Fiore ha una storia caratterizzata da lotte per il lavoro, per la conquista di servizi primari (scuole, ospedale ecc.)e per l’affermazione dei diritti. «La fase attuale, aperta con le elezioni amministrative del 2020 con la elezione a Sindaco della Succurro – si legge in una nota diffusa dal comitato – è caratterizzata da una gestione arrogante e spregiudicata, da illegalità e clientelismo, da mala gestione destinata a produrre “buchi” e deficit di bilancio con il prevedibile risultato di ripiombare nuovamente in una situazione di dissesto finanziario che pagheranno amaramente la popolazione e la città. Basti prestare attenzione alle procedure che vengono adottate per l’affidamento dei lavori pubblici e dei servizi, alle somme per le luminarie e all’utilizzo allegro di somme per eventi, per rendersi conto di quanto si sta verificando. Il centro decisionale di ogni cosa riguardante San Giovanni in Fiore è stato di fatto spostato a Cosenza. Lo stesso ufficio tecnico, almeno per quanto riguarda gli incarichi di progettazione,  ha sede operativa a Cosenza. La filiera dell’economia locale (professionisti, imprenditori, commercianti, artigiani, ecc.) è costantemente mortificata dal ricorso, quasi totale, a soggetti esterni a San Giovanni in Fiore. È evidente che ciò si traduce in una sottrazione di risorse finanziarie all’economia locale contribuendo ad impoverirla. È anche questo un modo per incentivare l’esodo e l’abbandono delle energie. Per non parlare del ricorso ormai sfacciato alla pratica dello scambio e del ricatto attraverso le assunzioni clientelari di figli e parenti stretti di consiglieri e assessori comunali e amici di cordata. Una situazione grave che, attraverso i social, viene rappresentata in modo rovesciato, falsando la realtà. Il metodo adottato,  come i sangiovannesi hanno ben capito, è quello di accendere luci psichedeliche su ogni cosa anche la più banale ,ordinaria e scontata con il chiaro proposito di edulcorare la realtà». L’assemblea ha deciso di comunicare alla popolazione lo stato delle cose attraverso il comunicato che abbiamo in parte riportato e di convocare a breve una assemblea pubblica aperta a tutti attraverso adeguata e diffusa informazione.