ASSEGNATO AD ALEXSANDER PATSCHOVSKY IL PREMIO INTERNAZIONALE “GIOACCHINO DA FIORE”

LO STUDIOSO TEDESCO E’ UNO DEI MAGGIORI CONOSCITORI DELL’ABATE CALABRESE

Serata emozionante in Abbazia Florense quella di venerdì 2 dicembre in occasione del conferimento del Premio internazionale “Gioacchino da Fiore”, al prof. Alexander Patschovsky, uno dei maggiori studiosi che ha avuto modo di studiare, tradurre e commentare migliaia di pagine attribuite all’abate calabrese, dando un notevole contributo per la conoscenza del pensiero di quel grande asceta che nel Medioevo visse sulle montagne della Sila. L’Abbazia gremita di fedeli, ma soprattutto di persone avide di conoscere ancora nuovi contributi di pensiero, hanno seguito con attenzione la laudatio di Gian Luca Potestà, direttore del Comitato scientifico del Centro internazionale di studi gioachimiti, che ha promosso la manifestazione, patrocinata, tra l’altro, dal Ministero della Cultura, dalla Regione Calabria, dalla Provincia di Cosenza e dai comuni di San Giovanni in Fiore, Celico, Carlopoli, Luzzi e Pietrafitta. Il prof. Podestà, professore ordinario di Storia del cristianesimo presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano, anch’egli profondo conoscitore di Gioacchino da Fiore, ha messo in evidenza in dieci cartelle fittamente trascritte, in corpo dieci, i meriti del premiando. “Alexander Patschovsky – ha sottolineato – è stato allievo di uno dei maggiori medievisti tedeschi: Herbert Grundmann, morto nel 1970. È stato l’ultimo suo allievo e di Grundmann ha raccolto l’eredità su due piani. Nei primi anni si è occupato soprattutto di inquisitori ed eretici. Poi, a partire dalla fine degli anni ’80 ha deciso di dedicarsi pienamente allo studio di Gioacchino. In questo senso, Patschovsky ha scritto dei saggi e soprattutto ha curato le edizioni critiche di moltissime opere di Gioacchino. Delle tre grandi opere di Gioacchino, Patschovsky ha pubblicato in proprio la Concordia, sta per pubblicare il Commento all’Apocalisse e infine ha revisionato a fondo il testo del Salterio a dieci corde, curato dal professor Selge.  Quindi Patschovsky è una figura luminosa; è un autore che, già prima della pensione, e a maggior ragione dopo il pensionamento, avvenuto nel 2005, si è dedicato totalmente allo studio di Gioacchino da Fiore. Se non ci fosse stato lui, ben poco sarebbe stato pubblicato dell’abate calabrese. Di conseguenza il comitato scientifico, che io presiedo, è stato unanime nell’individuare la figura del collega professor Alexander Patschovsky, per l’assegnazione del Premio internazionale “Gioacchino da Fiore” a questo grande studioso”.  La serata non si è conclusa con la premiazione di Patschovsky, anche perché il Centro e tutti i suoi dirigenti hanno voluto festeggiare i primi 40 di attività del Centro Studi che ha avuto come guide esemplari il prof. Salvatore Oliverio, ora presidente emerito del Centro e come direttore scientifico il magnifico prof. Cosimo Damiano Fonseca, che per ragioni di età ha lasciato l’incarico, pur continuando a mantenere vivi contatti dalla sua cittadina di Massafra, in Puglia. Così sulla passerella si sono alternati i soci fondatori, gli amministratori in rappresentanza dei comuni partecipanti, i soci onorari e quanti hanno contribuito al successo del Centro. Un pensiero grato è andato alla memoria di quei sindaci ed assessori comunali che ora non ci sono più: Elio Foglia, Tonino Acri, Gabriele Piluso, Emilio Greco, Giovambattista Militerno, Giovanni Mancina, Giovambattista Secreti e Pasquale Guzzo, ai cui familiari è stato consegnato un attestato di merito.