PRESEPE VIVENTE
Cento e più figuranti ed una marea di popolo, hanno tenuto fede ad un impegno assunto con Anna Panucci, una donna solare, volata in cielo anzitempo, la quale sei anni fa aveva ideato e realizzato il primo presepe vivente tra i catoja del Coschino e poi successivamente in quelli del Cortiglio, per far rivivere a piccoli e grandi il più grande evento della cristianità: la natività di Gesù, che si fa uomo in mezzo agli uomini. E così anche quest’anno: fabbri, arrotini, ciabattini, venditori, contadini, casalinghe e Re Maggi, hanno popolato per due giorni le stradine caratteristiche del Cortiglio, il primo insediamento urbano del nostro paese che ad iniziare dal XII secolo ospitò i cortigiani di quell’abate di spirito profetico dotato. Mentre Giuseppe e Maria, rifugiati in una stalla, affumicata e fredda, porgevano al pubblico estasiato il Messia, che i Re Maggi, venendo da lontano si apprestavano a portargli in dono oro, incenso e mirra. Uno spettacolo popolare di grande effetto, che si è ripetuto in un teatro naturale: catoja e case abbandonate, riaperte per l’occasione, dove si è ritrovata la povertà del nostro popolo, che, fino a mezzo secolo fa, era costretto ad abitarvi proprio come ai tempi dell’arrivo di Gesù a Betlemme. L’evento ha richiamato turisti e semplici visitatori. L’inioziativa, come al solito, è stata assunta dagli “Amici del presepe”, un’associazione di volontari intenzionati a portare avanti questa bella tradizione.